Numismatica gonzaghesca
Le monete del Principe. La storia della città attraverso la monetazione gonzaghesca.
La produzione numismatica mantovana è una tra le più interessanti e ricche di suggestioni nell’ambito della produzione delle zecche italiane, soprattutto nel periodo gonzaghesco, quando le tipologie ben riflettono i molteplici interessi culturali e la complessa vita politica del piccolo stato rivelando anche uno spiccato interesse al lato estetico delle monete.
La monetazione di alcune signorie italiane, soprattutto quelle più piccole (come quella dei Gonzaga e degli Estensi), è da sempre caratterizzata da una maggiore libertà in quanto meno condizionata dall’esigenza di standardizzazione dei tipi necessaria ad assicurare l’immediato riconoscimento della moneta. Tale produzione, pur continuando ad aderire ai criteri monetari tradizionali, nel XV secolo inizia ad assumere aspetti tipologici che la trasformano in un complesso strumento culturale. Pur mantenendo un valore economico, le monete divengono infatti strumenti privilegiati per affermare in modo sempre più forte la legittimazione del potere signorile: non è un caso che, a partire dalla metà del XV secolo, al posto del sigillo cittadino, simbolo del comune, trovi posto sempre più spesso il ritratto del principe.
Mantova è una delle prime città, subito dopo Milano e Ferrara, ad adottare il ritratto del signore come tipo principale nella moneta. Il ritratto fisionomico costituisce una delle grandi innovazioni della moneta italiana del Rinascimento. Nella complessa realtà politica delle signorie l’esigenza primaria diviene infatti quella di enunciare un messaggio sintetico e compiuto di potere: risultato che si ottiene unendo l’immagine del signore alla raffigurazione di un emblema (identificabile anche tramite l’iscrizione complementare), vero specchio della personalità e degli interessi del principe.
Mantova si è rivelata da tempo un campo privilegiato per comprendere l’uso simbolico dell’immagine all’interno della cultura umanistica e rinascimentale italiana.
L’orgoglio dinastico costituisce per i Gonzaga, come per gli altri signori del Rinascimento, un forte impulso per l’utilizzo e l’esaltazione della figura del principe. Accanto ai generi maggiori del ritratto, pittorico o scultoreo, strumento non secondario di autocelebrazione e propaganda si rivelano le monete e le medaglie. La facilità di trasporto e la maggiore accessibilità assicura loro un ruolo preminente nella diffusione della politica signorile, tanto da divenire il mezzo privilegiato di affermazione dell’immagine del potere e dei valori in cui esso si identifica. All’interno di una cultura cortigiana così profondamente sensibile al potere evocatore e simbolico dell’immagine, la raffigurazione del principe si trasferisce con estrema facilità dal ritratto vero e proprio allo spazio ristretto della moneta e della medaglia conservandone immutata la carica semantica.
Accade così che i modelli predisposti dai grandi maestri delle arti maggiori vengono ripresi con sorprendente facilità dal settore numismatico. Artisti come Andrea Mantegna e Giulio Romano divengono infatti con le loro opere un punto di riferimento imprescindibile per tutta la tradizione culturale mantovana, anche per quella dei sovrastanti alla zecca e dei medaglisti. [Chiara Pisani]
- Francesco II Gonzaga, IV Marchese di Mantova (1484 – 1519)
- Federico II Gonzaga, V marchese, I duca di Mantova (1519 – 1540)
- Le Medaglie
Viene qui proposta una campionatura di monete provenienti dalla zecca di Mantova e legate alle signorie di Francesco II Gonzaga (1484 – 1519) e Federico II Gonzaga (1519 – 1540). Il nome di Francesco II e Federico II segnano infatti due momenti tra i più fiorenti ed artisticamente vivaci della storia mantovana. Uno spazio cronologico leggermente più ampio è stato invece assegnato alle medaglie, in quanto espressioni artistiche che trova nella corte mantovana un luogo privilegiato di evoluzione.
Le monete e le medaglie presentate sono parte integrante della “Sezione Gonzaghesca” esposta dal 1985 nel Museo Civico di Palazzo Te.
La “Sezione” rappresenta solo una parte di una ben più consistente raccolta numismatica (oltre 6500 pezzi) di proprietà del Comune di Mantova. Dal vasto monetiere civico (formatosi nel corso dell’Ottocento grazie soprattutto a donazioni di privati cittadini) sono state estrapolate nel 1985 per essere ordinati in tale “Sezione” le monete, le medaglie, i coni e i punzoni legati appunto alle zecche gonzaghesche. Si tratta complessivamente di 575 monete e 47 medaglie a cui vanno aggiunti 561 coni, 29 timbri e punzoni, 23 pesi e misure e 14 pesi monetali che completano la “Sezione”.
NB: Nelle schede la dizione "di I tipo", "di II tipo" e così via, segnala la presenza di varianti di conio relative a una stessa tipologia di moneta .
