Araldica > Blasonatura araldica Gonzaghesca

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Dal 1588 (Arme d'Austria)
D’argento, alla croce patente di rosso accantonate da quattro aquile affrontate e spiegate di nero. Sul tutto partito di due e troncato di due, che dà nove quarti: nel 1° di rosso all’aquila bicipite spiegata d’oro, bicoronata dello stesso (Impero Romano d’Oriente); nel 2° di rosso al leone dalla coda doppia d’argento, armato e lampassato d’oro, coronato e collarinato dello stesso (Boemia); nel 3° fasciato d’oro e di nero (Gonzaga antico); nel 4° d’argento alla croce potenziata d’oro accantonata da quattro crocette dello stesso (Gerusalemme); nel 6° d’argento al capo di rosso (Aragona); nel 7° fasciato d’oro e di nero di dieci pezzi al crancelino di verde attraversante (Sassonia); nell’8° d’azzurro seminato di crocette ricrocettate e fitte d’oro a due barbi addossati dello stesso (Bar); nel 9° di rosso alla croce d’oro accantonata da quattro B greche dello stesso, addossate due a due (Costantinopoli). Nel punto d’onore di rosso alla fascia d’argento (Austria) timbrato da corona arciducale.


Nel 1588 il duca Vincenzo Gonzaga ottiene di aggiungere allo stemma di famiglia l’arme d’Austria, in quanto figlio di Eleonora d’Austria. Lo stemma è timbrato dalla corona arciducale, che contraddistingue la dignità di sovrano d’Austria. Negli stemmi originali di Vincenzo su monete, miniature, affreschi, questa corona è raffigurata in maniera sempre diversa e mai precisa. All’epoca essa era costituita da un cerchio d’oro a 8 punte (5 visibili), con tocco di velluto scarlatto, rivoltato d’ermellino, chiuso da un arco unico, cimato da globo crocifero. Questo prestigioso stemma viene utilizzato solo da Vincenzo e dai suoi discendenti diretti; i Gonzaga del ramo francese, non avendo discendenza da Eleonora, non lo portano prima di acquisire il ducato di Mantova (e assai raramente dopo). Ne farà un uso più ampio Ferdinando Carlo, a sua volta figlio di un arciduchessa d’Austria, Isabella Clara.