Tracce d'Architettura… tracce d'Europa

"Tracce d'Architettura… tracce d'Europa" è un progetto ambizioso e dalle grandi potenzialità, che si propone di divulgare al largo pubblico il tema della circolazione in Europa di elementi di architettura in epoca rinascimentale. La costruzione di un itinerario legato all'influenza di Giulio Romano in diverse città d'Europa prevede la messa a punto di una banca dati aggiornata tramite cui consultare e confrontare immagini e informazioni. Attualmente hanno confermato la propria adesione all'iniziativa i musei di Palazzo Te di Mantova, Alhambra di Granada e Narodni galerie (Galleria Nazionale) di Praga.

Per questo progetto è stato assegnato al Comune di Mantova l'Award di qualità "Sfide 2003 - dalla buona pratica alla buona amministrazione" (Forum PA - Roma, 6 maggio 2003).


La ricerca preliminare qui pubblicata è stata svolta dagli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani.

Da Mantova all'Europa: contributo alla formazione di un linguaggio architettonico europeo. Il caso di Giulio Romano.

Giulio Romano (Giulio Pippi) - Roma 1499? Mantova 1546
Allievo di Raffaello a Roma, Giulio Romano, pittore e architetto, venne a Mantova al servizio di Federico II Gonzaga nel 1524, in seguito agli uffici di Baldassarre Castiglione, gentiluomo, umanista mantovano di chiarissima fama, persona di fiducia dei Signori di Mantova. Grande inventore e disegnatore, Giulio portò a Mantova l'esperienza dell'organizzazione della bottega e del cantiere appresi nell'esperienza romana. Per oltre vent'anni egli dominò la scena mantovana come progettista d'oggetti, pittore di corte, architetto, prefetto delle fabbriche, elaborando modelli che suscitarono l'ammirazione dei contemporanei.
Tre sono le caratteristiche primarie che gli studiosi individuano nello stile giuliesco: la compiacenza per i ritmi spezzati; la poetica dei contrasti; l'impasto di serietà e facezia (Tafuri). Sono tipici del linguaggi del Pippi l'uso del rustico, del nonfinito, del sorprendente, lo stretto intreccio tra pittura e architettura legate in una mutua collaborazione (Tafuri).
Queste caratteristiche fecero di lui uno dei punti di riferimento dell'arte manieristica europea e, attraverso teorici come il Serlio, che codificò la lezione di Giulio nel suo trattato, dell'architettura seguente fino all'ottocento.
L'influenza di Giulio Romano sull'architettura e sulla pittura europea del XVI e del XVII secolo è dovuta alla diffusione dei disegni giulieschi: i suoi collaboratori portarono cartoni e progetti del maestro in diversi Paesi d'Europa, oltre naturalmente alla loro formazione nei cantieri mantovani. Così Primaticcio a Fontainebleau, Posthumus a Landshut. Il tramite tra Giulio e gli architetti iberici che lavorarono per Carlo V a Granada si ipotizza possa essere stato Baldassarre Castiglione, ambasciatore in loco dei marchesi di Mantova nel 1527.
Si deve invece alla mediazione dell'eclettico intellettuale mantovano Jacopo Strada l'introduzione di modi giulieschi a Monaco di Baviera e alla corte imperiale asburgica. Le opere mantovane del Pippi influenzarono le generazioni seguenti degli architetti che operarono alla corte dei Gonzaga, così da Mantova partirono nuovi canali d'influenza nel XVII secolo, di cui ricorderemo gli esempi di Praga e Jicin.


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